Gli organismi marini hanno fatto sempre parte dell’alimentazione dell’uomo, inizialmente come raccolta di molluschi e poi come cattura di pesci.
La pesca è stata una delle prime attività a cui si è dedicato l’uomo, in Sicilia i primi ritrovamenti risalgono al 18.000 a. C.
Un grande pannello illustra tutti i metodi di pesca praticati nel nostro compartimento. La classificazione si ottiene dall’uso dell’attrezzo utilizzato per la cattura: lenze ed ami, reti (a strascico, fisse, a circuitazione), attrezzi vari (fiocina), trappole (nasse e tonnare).
La ricerca del pesce è lasciata all’esperienza di moltissime generazioni di pescatori che per ogni luogo hanno memorizzato le fasi della vita dei pesci e le loro migrazioni.
Grande importanza assume la scelta dell’ESCA. Per ogni tipo di pesce è stato selezionato il cibo che più lo attira. Fin dall’antichità è noto che la luce attira alcuni tipi di pesci, per secoli i pescatori hanno utilizzato il fuoco acceso in particolari graticole. Una importante innovazione è stata l’uso delle LAMPARE dove la luce era prodotta da gas. Attualmente si usa la corrente elettrica prodotta da piccolo motore a bordo.
Ogni marineria aveva le sue zone di pesca preferite: i pescatori siracusani pescavano lungo le coste sud della Sicilia nelle secche di Avola o di Pachino o ancora più a sud verso la Libia. Ogni zona era riconosciuta da un nome specifico: Carrubbazza, Trippa Cuntenta, California.
Al museo una grande collezione di RETI.
Piccole, grandi, antiche e moderne, le reti sono costituita da un intreccio di fili annodati uno ad uno con magistrale sapienza a formare dei rombi usando. Le più antiche di fibre di naturali (canapa) costose e soggette a rapido deterioramento e poi sintetiche (nailon) poco costose, resistenti ma molto pericolose per l’ambiente.
In un pannello è esposto l’ago per tessere le reti ed illustrato il nodo. Sono esposte reti da posta di diversi tipi, reti a strascico: iammicu e tartaruni, reti per il cianciolo e per la paranza. Lenze ed ami documentano la cattura dei polpi (ami multipli), la pesca a traino con esche artificiali e armamento di lenze con molti ami per la pesca dalla barca con l’so della lampara. Una serie di fiocine di diverse dimensioni illustra la pesca con lampara e specchio.
Una serie di foto mostra la procedura per confezionare le nasse con il giunco.
Al centro della mostra la ricostruzione in scala della tonnara di Marzamemi con i modellini delle imbarcazioni usate esclusivamente nella mattanza, tutti i coltelli e gli arpioni.